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New York, Crippa sul podio e un Comites con una lista sola

Domenica 2.360 italiani hanno chiuso la maratona e Yeman Crippa è arrivato secondo. Oggi l'America vota, e il 4 dicembre tocca al Comites, dove solo una lista ha superato il quorum.

di Redazione ·
«Tredici secondi. Da Staten Island a Central Park, tredici secondi.»

Per gli italiani di New York sono giorni pieni. Domenica la maratona, oggi le elezioni di metà mandato, fra un mese il voto per il Comites. Tre appuntamenti molto diversi tra loro, che hanno però una cosa in comune: dicono quanto la comunità italiana pesa in questa città, e quanto potrebbe pesare se si facesse sentire.

Tredici secondi da Almgren

La notizia sportiva è Yeman Crippa. Domenica 1° novembre l'azzurro ha chiuso la TCS New York City Marathon al secondo posto in 2:06:14, appena tredici secondi dietro lo svedese Andreas Almgren, che ha vinto in 2:06:01 al debutto sulla distanza. Terzo il lesotiano Kamohelo Mofolo. È il miglior risultato di un italiano a New York da anni: l'ultimo podio azzurro era stato il terzo posto di Eyob Faniel nel 2021. Tra le donne, vittoria della keniana Sheila Chepkirui, al secondo successo nella Grande Mela, e undicesimo posto per Giovanna Epis.

Poi ci sono gli altri, quelli che non corrono per il podio. Gli arrivati sono stati 61.146, il numero più alto mai registrato in una maratona, e gli italiani 2.360: ancora una volta la prima nazione straniera, davanti alla Francia, ferma a 2.034. Il dato è un po' in calo rispetto agli anni scorsi, quando gli italiani al traguardo erano stati 2.567 nel 2025 e 2.585 nel 2024. Restano comunque un piccolo esercito, fatto di runner partiti dall'Italia per l'occasione e di italiani che a New York ci vivono, e che a Central Park si riconoscono dalle bandiere sulle transenne.

Oggi vota l'America, ma non tutti

Oggi, martedì 3 novembre, gli Stati Uniti rinnovano la Camera, un terzo del Senato e molti governatori. Nello Stato di New York la governatrice uscente Kathy Hochul, democratica, sfida il repubblicano Bruce Blakeman, County Executive di Nassau sostenuto da Donald Trump; i sondaggi di inizio ottobre davano Hochul avanti di una decina di punti.

Vale la pena ricordarlo, perché nei gruppi della comunità la domanda torna sempre: vota solo chi ha la cittadinanza americana, compresi i doppi cittadini. Chi vive qui con la green card, anche da molti anni, alle urne non può andare. Per molti italiani arrivati di recente, insomma, le midterm sono una partita che si guarda da fuori, anche quando i temi, dal costo della vita ai dazi, li toccano da vicino.

Il termine per chiedere di votare scade domani, e senza quella richiesta il plico non arriva.

Il Comites e la lista unica

Il voto che invece riguarda tutti i cittadini italiani residenti è quello del 4 dicembre per il Comites di New York, la cui circoscrizione comprende New York, New Jersey, Connecticut e le Bermuda e che eleggerà 18 membri. Qui la campagna è cominciata in salita. Per presentarsi servivano almeno 200 firme autenticate, e delle tre liste in corsa solo una ha superato il quorum: la Lista Civica Tricolore, capolista Paolo Ribaudo, 21 candidati e 280 firme depositate, ammessa dal Comitato elettorale nelle sedute dell'8 e 9 ottobre.

Sono rimaste fuori Orizzonti e Radici, vicina alla presidente uscente Barbara Pelachin Marciandi e alla vice Ornella Fado, e Italiani Insieme di Silvana Mangione. Come ha raccontato La Voce di New York, entrambe hanno contestato gli orari ridotti concessi per raccogliere e autenticare le firme. «Siamo un po' ignorati», ha detto Fado; per Mangione le due settimane a disposizione erano «troppo poco».

Resta il fatto che il 4 dicembre si vota, e che per votare bisogna chiederlo: il termine per l'iscrizione nell'elenco elettorale scade domani, 4 novembre, e senza quella richiesta il plico non arriva. Le domande vanno all'indirizzo [email protected], con la copia firmata di un documento. Lo scrutinio comincerà il 5 dicembre.

Una comunità che riempie la maratona con oltre duemila persone e fatica a mettere insieme duecento firme per il proprio Comitato ha qualcosa da chiedersi. Probabilmente anche il consolato, che quegli sportelli li apre e li chiude.

Fonti: NYRR via Marathonworld; Corriere dello Sport; CBS New York; Consolato generale d'Italia a New York; La Voce di New York; Fatti Nostri.

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